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Böcker i Classici della Letteratura Italiana-serien

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  • av Charles Dickens
    409,-

    Alla tempesta era successa da parecchio la più profonda calma, e la sera era piuttosto inoltrata ¿ finita la cena, il lavoro della digestione, sotto l'influsso della completa tranquillità, dell'allegra conversazione e d'una dose moderata d'acquavite e d'acqua, si svolgeva in quelle favorevoli condizioni in cui i dotti che discutono d'anatomia e di funzioni dell'organismo umano considereranno dovesse svolgersi ¿ quando i tre amici, o come si potrebbe dire, sia in senso civile che religioso, e con giusto riguardo e deferenza per il santo stato coniugale, i due amici (contando, il signore e la signora Browdie per uno solo) furono riscossi di uno strepito...

  • av Gian Pietro Lucini
    409,-

    Or faccio il Giardiniere: non vi han detto: «Coltiva rosai in riva alle paludi?» Perfettamente, son io e schietto, IL MELIBEO: e faccio il Giardiniere-per-bene.

  • av Luciano Ziccoli
    349,-

    Tra i numerosi commessi del grande negozio di maglieria Adolfo Scotti e C., la signora cercava degli occhi il suo commesso di fiducia, il Baganella, che sapeva i gusti, dava buoni consigli, veniva a patti sui prezzi «proprio perchè è Lei», e le faceva trovar tutto a casa o le mandava tutto in villa con esattezza scrupolosa. Ma Vittorina Ornavati non riusciva a vederlo tra quel viavai. Il direttore, abbandonando il banco e la cassa per un istante, le andò incontro con la sollecitudine che meritava una cliente di sì grande importanza, e salutò lei e suo marito, sorridendole con discrezione

  • av Luciano Zuccoli
    349,-

    Tra i numerosi commessi del grande negozio di maglieria Adolfo Scotti e C., la signora cercava degli occhi il suo commesso di fiducia, il Baganella, che sapeva i gusti, dava buoni consigli, veniva a patti sui prezzi «proprio perchè è Lei», e le faceva trovar tutto a casa o le mandava tutto in villa con esattezza scrupolosa. Ma Vittorina Ornavati non riusciva a vederlo tra quel viavai. Il direttore, abbandonando il banco e la cassa per un istante, le andò incontro con la sollecitudine che meritava una cliente di sì grande importanza, e salutò lei e suo marito, sorridendole con discrezione.

  • av Giuseppe Pignata
    349,-

    È cosa tanto nuova, e tanto poco credibile che un uomo abbia potuto fuggire, per sola sua industria, dalle prigioni dell'Inquisizione di Roma, che ho creduto di piacere al pubblico raccontandogli il modo con cui Giuseppe Pignata felicemente se ne liberò in Roma. Egli sbarcò in Amsterdam il 4 giugno 1694, ed avendo io letto il suo nome nella gazzetta dove s'era parlato della sua evasione come di cosa non mai prima accaduta, ebbi particolar cura di conoscerlo e di parlargli delle sue avventure. Le quali mi parvero tanto curiose, come parvero anche a tutti coloro ai quali ne parlai, che io ho ragione di sperare che la mia relazione piaccia al lettore; tanto più ch'egli può esser certo che sa...

  • av Matilde Serao
    349,-

    Nell'ora tarda della sera, partita l'ultima persona amica o indifferente, per la quale essa provava l'orgogliosa e invincibile necessità di mentire, chiuse tutte le porte ermeticamente, piombata la casa nel profondo silenzio notturno, interrogate con lo sguardo sospettoso fin le fantastiche penombre della sua stanza solitaria, dove sola vivente era una pia lampada consumantesi innanzi a una sacra immagine, prosciolto il suo spirito dall'obbligo della bugia e le sue labbra dall'obbligo del sorriso, ella si lasciava abbruciare dalla grande fiamma. Immobile, con le palpebre socchiuse e le mani abbandonate lungo il corpo, ritta come un bianco fantasma nel mezzo della sua stanza, sentiva un fl...

  • av Giuseppe Pitre
    409,-

    Gli spettacoli si alternavano con le feste, e le une e gli altri si succedevano con inalterata puntualità. Titolati, civili, popolani vi prendevano parte e se le godevano in ragione del loro grado, della loro inclinazione e dell'uso tradizionale. La rassegna di quegli spettacoli e di quelle feste sarebbe essa sola materia d'un libro: tanti e così multiformi sono i gruppi nei quali, per funzioni civili e cerimonie religiose, per passatempi ordinarî e scene occasionali, per divertimenti continui e giuochi periodici, essa potrebbe scompartirsi e classificarsi.

  • av Giulio Tanini
    355,-

    ¿ È curioso, ¿ dirà il lettore: è curioso e strano, che un libro di Memorie, o, come oggi si dice, un'Autobiografia in tutta regola, sia stata rinvenuta proprio in Bolivia e venga a pubblicarsi in Italia, con un titolo così appariscente da attirar subito la curiosità; e piú strano, poi, che l'autore di un libro così grosso, un galantuomo sperduto in una foresta boliviana, dopo tante vicissitudini e traversie, abbia finalmente avuta inaspettata fortuna ¿ lui il fortunato! ¿ d'imbattere in un altro galantuomo che si sia presa a cuore la pubblicazione del volume, sciogliendo un voto alla virtù d'un conterraneo, alla memoria d'uno scrittore...

  • av Giulio Tanini
    355,-

    L'indomani, il medico mi fasciò le mani in una montagna di cotone, m'applicò due fasce nere a tracolla e la gioventù fece il resto: dico, guarii, dopo un mese di fastidioso portar le mani nelle bandelle: non potevo nè mangiare nè levarmi i panni, nè voltare i fogli dei libri, e questo più d'ogni altra cosa mi teneva mortificato. Un giorno entrò la zia nel mio studiolo e mi dice tutta ridente: ¿ È arrivata Virginia da Siena: (una sua nipote domiciliata colà) ti vuol conoscere; ha saputo della tua disgrazia e vuol sapere tante cose dei tuoi studi, della tua passione a' libri: dunque non far lo scontroso, non essere un rospo; con gentilezza, preparati a riceverla bene.

  • av Giuseppe Pitre
    409,-

    Chiamato al trono di Spagna Carlo III, la doppia corona di Napoli e di Sicilia passava al minorenne figliuolo di lui, Ferdinando . Le riforme iniziate dal sapientissimo Principe venivano proseguite e fecondate dall'accorto Ministro Tanucci, educato ai principî di Montesquieu e di Hume: e l'Isola avviavasi ad altre riforme economiche, civili, sociali per quanto lo consentissero i tempi, a grandi novità poco disposti e pieghevoli. La lieve scossa recata alla istruzione pubblica dalla espulsione dei Gesuiti (1767) veniva riparata dal savio provvedimento che assegnava il cospicuo patrimonio della Compagnia alla beneficenza, agli studî ed alle scuole che dappertutto si aprivano.

  • av Grazia Deledda
    355,-

    Pietro Benu si fermò un momento davanti alla chiesetta del Rosario. "È appena la una" pensò. "Forse è troppo presto per andare dai Noina. Dormiranno, forse. Quella gente è ricca e si prende tutti i comodi." Dopo un momento d'esitazione riprese la strada, dirigendosi al vicinato di Sant'Ussula, che è all'estremità di Nuoro. Era ai primi di settembre; il sole ancora ardentissimo saettava le straducce deserte; solo qualche cagnolino affamato passava lungo le strisce d'ombra merlata che si stendevano davanti alle casette di pietra. Il roteare d'un molino a vapore interrompeva, in lontananza, il silenzio meridiano; e quel rumore ansante e palpitante pareva l'unica pulsazione della piccola ...

  • av Giuseppe Sergi
    349,-

    Per evoluzione s'intende e si deve intendere lo sviluppo di una qualche cosa che nasce, s'ingrandisce e si moltiplica nei suoi caratteri e si compie come un essere definito. Noi troviamo questo concetto pienamente corrispondente al fatto embrionale d'un vivente qualsiasi: una cellula, che è un uovo, dopo la sua maturazione e la fecondazione, si svolge, passando per molte fasi, in varî tessuti, acquista forme e caratteri fino al ciclo definitivo, per il quale da cellula ovo diventa un essere completo, vivo. Questo che vale per gli animali, vale anche per i vegetali.

  • av Alamanno de Maria
    349,-

    L'industria degli automobili ha preso un enorme sviluppo in tutti i paesi, nè ancora si può dire che essa abbia raggiunto il vertice della parabola.Fino al 1895 l'automobilismo si era mantenuto in un cerchio molto ristretto; fu solamente dopo la corsa Parigi-Bordeaux andata e ritorno (1200 Km.), compiuta dal Levassor conducente una vettura Panhard-Levassor a due posti, in 48 ore e 48 minuti, che l'automobilismo cominciò a svilupparsi con attività febbrile ovunque.Ingenti capitali furono da quell'epoca impiegati nella costruzione degli automobili, a cui si dedicarono con uno spirito di ricerca ammirabile numerosi e valenti ingegneri non che abilissimi costruttori.Pare che il prim...

  • av Benvenuto Cellini
    455,-

    I. Tutti gli uomini d'ogni sorte, che hanno fatto qualche cosa che sia virtuosa, o sí veramente che le virtú somigli, doverieno, essendo veritieri e da bene, di lor propia mano descrivere la loro vita; ma non si doverrebbe cominciare una tal bella impresa prima che passato l'età de' quarant'anni. Avvedutomi d'una tal cosa, ora che io cammino sopra la mia età de' cinquantotto anni finiti, e sendo in Fiorenze patria mia, sovvenendomi di molte perversità che avvengono a chi vive; essendo con manco di esse perversità, che io sia mai stato insino a questa età, anzi mi pare di essere con maggior mio contento d'animo e di sanità di corpo che io sia mai stato per lo addietro;

  • av Guido da Verona
    409,-

    Nella grande loggia vetrata che si apriva a pianterreno della villa verso il giardino fiorito Maria Dora entrò, più fresca e più gioconda che la primavera, portando sopra un vassoio d'argento le chicchere del caffè mattutino. Da un braccio le pendeva ripiegata una lunga tovaglia di colore; coi denti umidi mordeva il gambo d'una rosa, vermiglia come la sua bocca. Era mattina di primavera, limpida e gaia, con profumi d'oleandri che si mettevano in fiore. Stormi di rondini, balenanti nell'azzurrità come turbini di api nere, assalivan la grondaia sovraccarica di nidi e sì l'accerchiavano coi loro spessi voli, che l'aria, tra quel saettamento, pareva tingersi d'un color di nuvolato nella fiam...

  • av Grazia Deledda
    349,-

    La principessa stava nel suo salotto da lavoro, tutto parato di damasco azzurro, e si divertiva a confezionare fiori di carta. Le riuscivano perfetti, tanto da sembrare veri. Rose di maggio, grandi e molli, nel loro classico colore di aurora; garofani carnosi, rossi, o screziati d'ocra e di viola; camelie bianche, lucide e come congelate: ella non faceva altri fiori, ironicamente pensando che questi fossero i più aristocratici, convenienti a una dama del suo rango. A mano a mano che le sue piccole dita, senza altre gemme che quelle delle unghie puntute, completavano i gambi e le foglie verdi, delle quali arricciavano o raddrizzavano le cime, ella collocava i fiori in un grande vaso di ce...

  • av Guglielmo Ferrero
    349,-

    Il mondo si è capovolto. La faccia di tutte le cose è sfigurata. L¿umanità non riconosce più sè medesima. La terra è coperta di orrende cicatrici. Alcune delle sue regioni più floride sono morte, come i crateri dei vulcani. Il fuoco e l¿odio hanno distrutto le città, sterminato le foreste, calcinato le glebe. Là dove il fuoco dell¿uomo l¿ha risparmiata, la terra è stata disseccata internamente da una maligna sterilità. Le messi crescono a stento, rade e magre, sulle zolle incattivite. Gli alberi stendono al sole i rami stecchiti e nudi di frutti, come il Crocifisso apre sul legno le braccia.

  • av Teofilo Folengo
    509,-

    De l¿alma e sempiterna Trinitade l¿alto profondo e incomprensibil senso dica chi dicer vuole! In me non cade se non folle pensier qualor vi penso. Ma per un mar tranquillo d¿umiltade l¿aura di Tal mi regga e l¿atto immenso, che a sé fu privo, a noi pien di mercede, che morir volse e a noi la vita diede!

  • av Carlo Puini
    355,-

    Due schiatte che produssero due civiltà profondamente diverse ma ambedue ammirevoli ebbero culla sugli altipiani dell¿Asia centrale a non molta distanza fra loro: gli Arj, voglio dire, e i Cinesi . La civiltà delle genti ariane, di paese in paese, di popolo in popolo, di trasformazione in trasformazione, dopo esser diventata a vicenda e civiltà indiana, e greca, e romana, arrivò fino a noi che la ereditammo, foggiata in quella guisa che tutti conosciamo. La civiltà cinese, cresciuta dove nacque, e poste salde radici nelle regioni orientali dell¿Asia, si svolse con le sue proprie forze;

  • av Emilio Salgari
    409,-

    La mezzanotte del 20 aprile 1847, un acquazzone diluviale, accompagnato da scrosci di folgore e da impetuosi soffi di vento subissava la solitaria e selvaggia Mompracem, isola situata sulle coste occidentali di Borneo, e il cui nome bastava in quei tempi a spargere il terrore a cento leghe all'intorno. L'abitazione della Tigre della Malesia, posta come aquila su di una gran rupe tagliata a picco sul mare, a cinquecento passi dalle ultime capanne del villaggio di Gjehawem, quella notte, contro il solito, era illuminata. Dai vetri colorati di una stanza a pianterreno, uscivano getti di luce rossigna, che rischiaravano fantasticamente le asperità delle roccie e le trincee e le gabbionate spa...

  • av Han Ryner
    349,-

    Da quante lune questa numerosa gioventù era in cammino? Era partita in primavera, proclamandosi da sè una primavera sacra. Trascinati da buoi o da pesanti cavalli, i suoi carri dalle ruote piene avevano abbandonato il paese così come si staccano dalla riva vascelli di gioia, di canzoni e d'avventure. Barcollando e rotolando, discendevano arditamente i tuoi altipiani, o Meru, padre degli uomini. Per tutta la mattinata i vecchi avevano, secondo il costume, accompagnato l'esodo. In luogo di moltiplicare le raccomandazioni abituali, cantavano anch'essi, inebbriati dall'ebbrezza vicina.

  • av Publio Papinio Stazio
    355,-

  • av Vittorio Bersezio
    355,-

  • av William Morris
    355,-

  • av Publio Papinio Stazio
    355,-

  • av Leopoldo Franchetti
    355,-

  • av Leopoldo Franchetti
    355,-

  • av Enotrio Ladenarda
    349,-

  • av Publio Papinio Stazio
    355,-

Gör som tusentals andra bokälskare

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